Un manipolo di coraggiosi italofoni persi nella campagna del New England. Brave Italian Speakers, who won the world cup.
Sunday, November 19, 2006
Una cosa seria
Il 25 Novembre è la giornata mondiale contro la violenza sulle donne. E' una cosa seria. Una cosa importante. Una cosa che riguarda uomini e donne, tutte e tutti. Trovate maggiori informazioni su fioccobianco; whiteribbon; casadelledonne.
Salirò salirò tra le rose di questo giardino salirò salirò fino a quando sarò solamente un punto lontano. Pompa... pompa... pompa... pompa. Preferirei stare seduto sopra il ciglio di un vulcano mi brucerei ma salutandoti dall'alto con la mano. E invece sto sdraiato senza fiato scotto come il tagliolino al pesto che mangiato e resto qui disteso sul selciato ancora un po' ma prima o poi ripartirò. Accetterei di addormentarmi su un ghiacciaio tibetano congelerei ma col sorriso che si allarga piano piano (come De Niro, ma più indiano) e invece sto sdraiato senza fiato sfatto come il letto su cui prima m'hai lasciato e resto qui distrutto disperato ancora un po' ma prima o poi ripartirò. E salirò salirò salirò salirò fra le rose di questo giardino salirò salirò fino a quando sarò solamente un ricordo lontano. E salirò salirò salirò salirò fra le rose di questo giardino salirò salirò fino a quando sarò solamente un puntino... ... Lontano preferirei ricominciare piano piano dalla base e tra le rose lentamente risalire e prenderei tra le mie mani le tue mani e direi: "amore in fondo non c'è niente da rifare". E invece più giù di così non si poteva andare più in basso di così c'è solo da scavare per riprendermi per riprenderti ci vuole un argano a motore. E salirò salirò fra le rose di questo giardino salirò salirò fino a quando sarò solamente un ricordo lontano. Salirò salirò non so ancora bene quando ma provando e riprovando salirò salirò fino a quando sarò solamente un punto lontano lontano lontano lontano.
CHORUS Questo e' l'ombelico del mondo L'ombelico del mondo REPEAT
E' qui che si incontrano Facce strane di una bellezza Un po' disarmante Pelle di ebano Di un padre indigeno E occhi smeraldo Come il diamante Facce meticce di razze nuove Come il millennio Che sta iniziando Questo e' l'ombelico del mondo E noi stiamo gia' ballando
Questo e' l'ombelico del mondo L'ombelico del mondo
Questo e' l'ombelico del mondo Dove non si sa dove si va a finire E risalendo dentro se stessi Alla sorgente del respirare E' qui che si Incontrano uomini nudi Con un bagaglio di fantasia Questo e' l'ombelico del mondo Senti che sale questa energia
REPEAT CHORUS
Questo e' l'ombelico del mondo E' qui che c'e' il Pozzo dell'immaginazione Dove convergono le esperienze E si trasformano in espressione Dove la vita si fa preziosa E il nostro amore diventa azioni Dove le regole non esistono Esistono solo le eccezioni
Questo e' l'ombelico del mondo L'ombelico del mondo (x2) Questo l'ombelico del mondo
Questo e' l'ombelico del mondo E' qui che nasce l'energia Centro nevralgico del nuovo mondo Da qui che parte ogni nuova via Dalle province del grande impero, Sento una voce che si sta alzando Questo e' l'ombelico del mondo E noi stiamo gia' ballando
Se leggera ti farai io sarò vento per darti il mio sostegno senza fingere se distanza ti farai io sarò asfalto impronta sui tuoi passi senza stringere mai. Se battaglia ti farai io starò al fianco per darti il mio sorriso senza fingere se dolore ti farai io starò attento a ricucire i tagli senza stringere mai. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO RESTI CON ME FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE COME QUANDO RESTI CON ME. Se innocenza ti farai io sarò fango che tenta la tua pelle senza bruciare. Se destino ti farai io sarò pronto per tutto ciò che è stato a non rimpiangere mai. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME. Fuori è un giorno… fragile fuori è un mondo… fragile. Fuori è un giorno… fragile fuori è un mondo… fragile. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME FUORI È UN MONDO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME. FUORI È UN GIORNO FRAGILE MA TUTTO QUI CADE INCANTEVOLE, COME QUANDO RESTI CON ME Fuori è un giorno…fragile Fuori è un mondo… fragile Fuori è un giorno…fragile Fuori è un mondo… fragile
Sono intorno a noi, in mezzo a noi, in molti casi siamo noi a far promesse senza mantenerle mai se non per calcolo, il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile, la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere e non far partecipare nessun altro, nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro: niente scrupoli o rispetto verso i propri simili perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili. Sono tanti arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti, sono replicanti, sono tutti identici guardali stanno dietro a machere e non li puoi distinguere. Come lucertole si arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano. Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno, spendono, spandono e sono quel che hanno.
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
...e come le supposte abitano in blisters full-optional, con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland, vivon col timore di poter sembrare poveri, quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano, poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono: parton dal pratino e vanno fino in cielo, han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo e sono quelli che di sabato lavano automobili che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli, medi come i ceti cui appartengono, terra-terra come i missili cui assomigliano. Tiratissimi, s'infarinano, s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero, boom! Nasi bianchi come Fruit of the Loom che diventano più rossi d'un livello di Doom...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Ognun per se, Dio per se, mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica, mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano. Mani che poi firman petizioni per lo gombero, mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli, che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli. Quelli che la notte non si può girare più, quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv, che fanno i boss, che compran Class, che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara ma l'unica che accendono è quella che dà loro l'elemosina ogni sera, quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera...
Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio... Sono intorno a me ma non parlano con me... Sono come me ma si sentono meglio...
Caparezza: La fitta sassaiola dell'ingiuria (ritornello - refrain: Angelo Branduardi) Quante parole capite?
C'é chi mi vuole folle e chi follemente spera che toppi carriera, da sera a mattina si ostina, ficca aghi nella mia bambolina; mina la via che l'anima mia cammina, mi pedina, il fatto é che se sfuggo alla logica tragica é la fine che mi si propina. L'acqua che butti sul mio fuoco diventa benzina, ogni insulto manichino per la mia vetrina, sappi che la mia dottrina se ne fotte di chi sta dopo e chi prima. Chi mi stima mi istiga a stilare sti suoni, sti versi e stikaa! Godo se penso all'amaro che mastica chi pronostica la fine della mia vitalità. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Fonda la tua gloria sull'ingiuria, lavati i denti col seltz come Furia, smile, siamo in aria, canta vittoria ma io ti sputerò come un seme d'anguria. C'é penuria di muri adibiti alla memoria, pura vanagloria, fa male come un dente che si caria il mio debole per le vittime della storia; le hanno odiate, umiliate, lasciate alla sorte per fargli la corte dopo la morte. Mi faccio forte di un simile supplizio, ed é per questo che schivo ogni giudizio, ho la riflessione come vizio, il mio fine é di fare di ogni fine un buon inizio, mi sazio di un dizionario vario più dei santi del calendario. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura. Mi piace sapermi diverso, piacere perverso che riverso in versi su fogli sparsi, nei capoversi dei giorni persi nei miei rimorsi, che cosa c'é da aspettarsi da chi come me non sa adeguarsi a sette, mafiette, etichette e se tutti fanno lui smette? Chi manomette le tette della scultura, ne ignora l'amore e la cura, ciocca dopo ciocca mi son fatto sta capigliatura, come un tiranno tra le mura non ho paura, C A P A, no fregatura, monnezza pura, senti che attrezzatura, é la mistura che infuria nella fitta sassaiola dell'ingiuria. Mi piace che mi grandini sul viso la fitta sassaiola dell'ingiuria, l'agguanto solo per sentirmi vivo al guscio della mia capigliatura.